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Che futuro ti stiamo preparando.. l'Arte come via del perchè..Che futuro ti stiamo preparando.. 11 Novembre 2010
La mia favola sei Tu, e ora chiudi gli occhi e apri il cuore.. te la racconto..<< A posteriori, due giorni dopo, ho la sensazione di capire il perchè della pioggia, di un raggio di luce, della grandine e finalmente del sole. Il riassunto di un percorso, che srotolato nel tempo.. rintracciabile, percorribile, incognito.. costruisce una strada che al passo con ogni infinitesimo momento produce una realtà nuova. Cosa fare di questa realtà? Una favola viva: >> 08/11/2010 Quando ho aperto gli occhi la prima volta, al suono della solita sveglia, erano le 8:15.. e cosa potevo ricordare di più bello che quel pessimo sogno che ho fatto la notte.. giusto in tempo per chiedermi.. ma è mai possibile che la mia mente sia così contorta da sognare qualcosa di demoniaco proprio questa notte? In realtà subito un sorriso si è acceso perchè è vero che la mente è veloce ma quello che hai nel cuore ancora di più. E sai cosa mi son detto? Ma quale sogno.. il primo pensiero che ho avuto e la prima immagine che ho vista davanti agli occhi appena ho preso coscienza di essere al mondo stamattina.. sei stata tu! E questo sogno mandiamolo a stendere. Nel frattempo, stanco delle poche ore di sonno passate, mi sono riaddormentato. Ed ero già in ritardo di prima mattina. Esco con la pioggia e giusto per accumulare i pensieri.. mi dico sogno + pioggia! bella giornata per andare a Torino e rimanere solo con te in riva al Po'.. Ma già verso Milano usciva qualche raggio di sole.. e mi si illuminavano gli occhi pensando.. dai che ci fa una bella giornata e non dobbiamo stare con l'ombrello aperto, freddi e intirizziti! Eppure i soliti scherzi della natura, o forse, come filosoficamente ho pensato io, i 40 giorni biblici nel deserto.. sono lì a frenare la mia strada? Sì perchè poco dopo, nel buio apocalittico della mia ex città di Novara (quali ricordi.. durante il primo anno di triennio in conservatorio) ho preso la prima grandinata della mia ormai decennale esperienza di guida.. ma la tentazione di fermarmi sotto un cavalcavia come è venuta a molti automobilisti miei compagni di sventura, non si è concretizzata. E poi.. nell'immensa grazia dell'altissimo.. con cui dopo l'ottavo anno vado particolarmente d'accordo (ormai è parte integrante del mio dualismo personale) (E' l'una e 11 minuti pinguii in questo momento!! <3 .. ) man mano che mi avvicino alla mia seconda città.. (Torino, ndr) le nuvole si aprono a gran velocità.. ed esce il sole, ed esce il caldo! Sono in attesa di consegnare la lettera scritta a mano, in stampatello e storta al vicedirettore del conservatorio..quando arrivi e ti siedi vicino a me. Ogni volta che ti rivedo non posso fare a meno di pensare che se ho un motivo di essere felice di stare ancora dentro quel palazzo dei miei stivali.. è che ci sei tu. Il tuo fiorellino rosso tra i capelli di cui sono innamorato dal giorno dell'ottavo, i tuoi occhi grandi, il tuo sorriso dolce. Entriamo in aula in attesa della tua lezione, insieme agli altri.. e io ti guardo.. e tra me penso.. tra un'ora saremo soli io e te! io e te?? io vado in riva al po' a raccontare una favola vera a questa bellissima e dolcissima ragazza che sto guardando? Non mi capacito.. te lo dico sul serio xD Scrollarci di dosso i compagni di corso è un'impresa.. ma come sempre qualcuno ci mette una pezza.. e mentre i buoi tornano in aula per recuperare una borsa noi scappiamo.. giù dalle scale di corsa.. fuori dalla porta sul retro. E' stato come avere 10 anni in meno di quelli che ho.. non sono abituato a questo genere di cose.. ma quanto è stato bello ahhaha! Seduti sui gradini di una scaletta in riva al Po' nel buio della sera, nel chiarore dei lampioni bianchi che sbrilluccicano nell'acqua, nel silenzio tranquillo di una viuzza fuori dal mondo cittadino.. so che tu ti aspetti che io ti racconti questa favola, quella che sto scrivendo ora a posteriori perchè è vero che le favole bisogna farle vivere, ma anche raccontarle è bellissimo. Le filosofie che stanno alla base dei racconti che io e te ci facciamo spesso mi permettono di essere ironico nella serietà di quello che ti sto raccontando.. e i miei pensieri dualistici tra l'io me stesso e l'io Dio.. mi chiedono di spiegarmi prima da solo per poi raccontarlo a te.. perchè vorrei stare con te. Mi guardi.. silenziosa e attenta a quello che ti sto raccontando.. vorrei chiederti se vuoi essere la mia ragazza.. mi sono innamorato di te.. perchè sei così simile a me, perchè sei cosi dolce.. perchè hai qualcosa dentro, nel cuore, che sembra lo specchio di quello che cerco, perchè quando guardo i tuoi occhi.. ci leggo qualcosa che.. qualcosa che.. ..ti avvicini e mi baci.. regalando a quella frase inconclusa più significato di quanto qualsiasi parola avrebbe potuto dare. Quanto mi ha fatto sentire bene questa tua risposta dolce e morbida alla mia favola, dio solo lo sa.. gli abbracci.. e le coccole.. nascosti dal mondo da cui eravamo scappati. E tornando verso la civiltà, dove gli altri ci attendevano da ormai mezzora in pizzeria.. con la mia mano stretta nella tua.. mi sono sentito sicuro lì con te e.. diciamolo pure.. felice di non essere stato, come direbbe qualcuno, il solito ragazzo timido. E mi viene da pensare che forse, non è mai stata la timidezza, ma è che mi sento perfettamente bene con te, e ti direi qualunque cosa senza pensarci due volte, perchè so che tu mi capisci, anche dove gli altri tante volte non sono arrivati nemmeno lontanamente. Ti devo dire che la cosa più bella di quelle due ore in pizzeria è stata sentirti cercare la mia mano mentre eravamo con gli altri.. sono quei piccoli gesti che ti rimangono dentro e non dimentichi più, perchè ogni volta che ci ripensi ti sembra di risentire le stesse emozioni. I tuoi occhi dolci, vedere il tuo diario con i disegni e le scritte colorate, le parti dove hai scritto di noi, del "mondo", delle marce della grande punto. Fino a quando ti sei praticamente accoccolata a me con il tuo fiorellino rosso che mi si stava schiacciando tra i capelli. Riavvitata l'antennina della macchina che i due mascalzoni mi avevano nascosto per gioco, nel buio della notte.. sfrecciando tra le corsie.. mi sento come in un'altra dimensione. Nel calore del riscaldamento acceso, stanchi di questa lunga giornata.. guido verso casa mentre tu, accoccolata al sedile dormi per un tratto.. in cui ogni tanto mi giro a guardarti.. e penso che è una cosa meravigliosa.. avere la mia bambina addormentata con la sua mano nella mia.. Vorrei non lasciarti più scendere, ma devi ancora studiare filosofia prima di dormire. Ti scompiglio i capelli morbidissimi, ti abbraccio teneramente, ti bacio ancora una volta e un'altra.. ti vorrei rapire e tenerti con me.. se solo potessi.. ma in fondo mancano solo 345600 secondi.. ci rivediamo lunedì prossimo Princi.. contaci <3 28 Settembre 2010
il nostro mondo e le candele della zecca..Dopo che ti ho salutata ho preso la macchina e ho guidato per quel piccolo tratto nel bel mezzo della nebbiolina che di primo mattino scende a toccare la terra. Sono andato al mondo, ho parcheggiato al solito posto e ho messo la radio ad alto volume. Ho ascoltato la 20 e poi sono sceso per incamminarmi verso la cima della collina. E mentre salivo c'era il solito silenzio di tomba di quando sono andato lì da solo, ogni volta. Volevo salire per cercare i fiammiferi di due notti prima.. quelli che avevo piantato nel terreno arato dal Bue. Ma era passato del tempo, aveva piovuto.. e poi lo sappiamo, al mondo le impronte spariscono magicamente, ci sarebbe voluto il filo di Arianna, come avevo fatto a non pensarci! Ma tant'è che camminando e pensando a quando ero lì con te.. in men che non si dica me li sono ritrovati davanti ai piedi: lì per lì ho pensato seriamente di essere in contatto con gli alieni, era come cercare un ago in un pagliaio e invece mi sono capitati davanti al naso in un secondo. La seconda teoria, quella della possibilità relativa, mi stava portando a scendere e guardare dentro al cimitero per vedere se fosse riapparsa la donna con il cappello bianco che sta immobile con un libro in mano, ma a meno che non mi abbia spiato salire per poi dissolversi non è questo il caso. Mi sono guardato un po' in giro, pensando che la prossima volta che tornerò in quel mondo sarà ormai a distanza minima dal mio esame di pianoforte, e lì, speriamo davvero che scendano gli alieni ad insegnarmi come usare meglio il cervello e di conseguenza le dita. Ce ne sarà davvero bisogno. Che poi tutto questo.. in fondo.. per dire che mi manchi, perchè i miei post toccano spesso punti di alta perfezione estetica e filosofica quando nell'esprimere un semplice e grande concetto qualsiasi argomento va bene per ritardare il senso vero e proprio della composizione. Sì perchè sapevo che quella mattina sarei andato a un mondo vuoto.. lo sapeva la nebbiolina, lo sapeva il freddo che pungeva come una zanzara sotto la maglietta, lo sapeva il silenzio che ascoltavo senza sentire. Lo sa la zecca che mi ha visto guardarti mentre provavi Bach, che non so cosa mi ha tenuto dal provare a sentire di che cosa sanno le tue labbra, lo sa la candela rossa che abbiamo consumato al buio, lo sanno i tuoi capelli negli occhi, lo sa il 13 di Clementi e il terzo tempo della Patetica. Lo sa questo morbido gattino peluche che l'altra notte hai portato a dormire con te e che adesso è in braccio a me mentre scrivo. Quando torniamo al mondo io e te, pinguina? 07 Settembre 2010
condividere per emozionare, copiare per apparire..Dietro le parole si nasconde sempre una verità.. raggirata dalla bellezza dei suoni consonanti di lettere accostate armoniosamente tra loro. 23 Agosto 2010
14/07/10 - il ricordo del ricordoEra circa metà giugno del 2006.. e in una piccola sala con un bel pianoforte a coda giravo le pagine alla fanciulla dei miei sogni. Rimane una foto, fatta da non so chi.. che ho gelosamente conservato e sta da qualche parte nel mio pc. Aveva 16 anni, io 22.. ricordo i suoi occhi che brillavano, sempre.. ricordo i suoi capelli lunghi e mossi, ricordo quante notti in bianco ho passato con la vista annebbiata e non era per il buio, era perché lei sarebbe stata solo mia amica, era la prima volta che piangevo per Amore di una ragazza. E così è a tutt’oggi.. anche se ci sentiamo due volte all’anno io ed Eleonora siamo amici. E mi fa sorridere ripensare alle nostre uscite, a lei che mi parlava del suo nuovo ragazzo, ma anche a lei che un giorno ascoltandomi suonare dal vivo il brano che le avevo sempre dedicato, che ormai per me era inscindibile dall’essere suonato pensando a lei, mi ha guardato con gli occhi pieni di lacrime, quasi scusandosi di non potersi inventare un’amore che non c’era. Lei che ha avuto sempre la forza e il coraggio di non scappare, di sopportare tutte le mie parole.. lei che una volta è venuta a Villa Camozzi per sentirmi suonare il “suo” pezzo, lei che uscendo a cena con me si è messa una maglia giallo canarino.. lei che aveva un cuore e una stella sui denti che mi piacevano da impazzire. Lei che mi ha fatto iniziare a scrivere fiumi di parole.. quelle che hanno alimentato il mio blog per anni.. e che poi ho portato avanti continuando a scrivere fino all’ultima goccia di ispirazione.. persa nei meandri della desolazione dopo la fine di un altro amore. Ma tornerò a scriverci.. queste parole potrebbero segnare il ritorno, il primo post del 2010..? io che prima scrivevo più volte al mese. Ma non ora, non è tempo e non è il caso di rendere pubblici adesso i miei pensieri. Non questi almeno. So cosa mi sentirei dire e credo che spaccherei la faccia a un po’ di persone. 18 Agosto 2010
I paradossi.. del ritorno / l'antipasto del nuovo tempio perduto..Shhh.. è un silenzio che profuma di bianco. 27 Dicembre 2009
Se un giorno.. anzichè insegnarvi la musica vi insegnassi la vita.. vi direi che..Che il dolce gioco dell'amore ti spiaccica a terra.. 13 Ottobre 2009
La chiave l'ho ingoiata.. ma il mondo è ancora lì fuori, forse.E' come entrare con gli occhi lucidi in posto polveroso.. ti ci entra la polvere e ti bruciano ancora di più. E' come avere avere il calore e la luce soffusa di una piccola casa ma sentirsi come se fossi in mezzo alla strada.. al buio della notte.. al freddo, con il vento che muove le cartacce che qualche maleducato ha lasciato cadere incurante. Non passa una macchina, potrei alzarmi nel mezzo delle corsie e ballare a occhi chiusi, senza preoccuparmi di essere sbattuto a terra. E invece, è come impossibile muoversi da lì.. gli occhi sbarrati grigi o gialli come gatti.. che si socchiudono a tratti per guardare meglio la realtà. Xloveyou avrebbe un'idea lo so, lui le idee le sogna di giorno e le realizza la notte. Lui sapeva vedere amore e calore ovunque.. forse gli sarebbe bastato piangere.. e ogni lacrima avrebbe dipinto il giorno nel buio. Una lacrima per infuocare la luna.. una per dipingere di bianco le strisce davanti agli occhi sull'asfalto buio.. una per colorare le pareti di ogni casa. Sì, lui avrebbe acceso la luna al posto del sole, ce l'avrebbe fatta cedendo ad ogni lacrima un po' della luce dei suoi occhi per regalarla al mondo. 09 Settembre 2009
non voglio il buio non voglio il silenzioMi fischiano le orecchie ho rumore nel cervello il cuore che bussa forte alla porta urlando smettila vai a dormire lasciami almeno la notte per riprendermi. Non sogno, sono notti e notti che non sogno solo nero e silenzio nello spazio infinito del sonno che mi porta chissà dove e mi porta ancora più lontano adesso che la mattina spengo la sveglia e non me ne accorgo, la rispengo e non sogno, e un'altra volta ancora suona stronza lasciami stare ancora per un po' via da qui. 29 Agosto 2009
Mi ha lasciatoE' finita. |